L’associazione Bene Rwanda organizza la consueta manifestazione pubblica per raccontare ciò che è accaduto nel 1994 in Rwanda e per riflettere sull’attuale emergenza dell’etica e della giustizia a livello globale. Attraverso un viaggio documentale nel passato, il pubblico vedrà in anteprima le immagini del documentario “Rwanda: La lista del Console” di Alessandro Rocca, ascolterà dal vivo l’intervista di Pierantonio Costadei giornalisti Luciano Scalettari e Andrea Vianello, vedrà la mostra fotografica dedicata al Rwanda di allora e agli attuali luoghi della Memoria. La manifestazione sarà l’occasione per la presentazione della candidatura al Nobel per la Pace dei Giusti del Rwanda che seppero, a rischio della loro stessa vita, difendere i principi dell’umanità e della giustizia durante il genocidio. Le candidature, promosse da Bene Rwanda insieme all’associazione Peace Culture! e al Giardino dei Giusti di Padova sono:
Pierantonio Costa, Console onorario Italiano a Kigali all’epoca del genocidio, dopo aver contribuito all’evacuazione degli italiani e degli altri stranieri e dopo aver salvato molti ruandesi nei primi giorni del genocidio, coraggiosamente tornò nel paese per mettere in salvo oltre confine circa 2.000 Tutsi. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro “La lista del Console” di Luciano Scalettari. Ribattezzato dai media lo “Schindler italiano”, Costa è stato riconosciuto come “Giusto” dal Comitato per la Foresta dei Giusti di Milano e dal Giardino dei Giusti di Padova.
Yolande Mukagasana, infermiera Tutsilacui intera famiglia, compresi i tre figli e il marito, è stata sterminata sotto i colpi dei machete. Salvata da una donna Hutu, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda. La sua storia è raccontata nel libro “La morte non mi ha voluta”. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace.
Zura Karuhimbi, contadina Hutu che oggi ha 84 anni ed al tempo del genocidio era quasi settantenne. Con grande intelligenza e coraggio ha nascosto e salvato la vita a circa 100 fuggiaschi Tutsi. Se fosse stata scoperta, Zura sarebbe andata incontro alla morte più atroce, quella destinata ai “complici” dei Tutsi. Zura è stata già premiata dal Governo ruandese e recentemente è stata riconosciuta quale “Giusta” dal Giardino dei Giusti di Padova, in Italia.
Pierantonio Costa, Console onorario Italiano a Kigali all’epoca del genocidio, dopo aver contribuito all’evacuazione degli italiani e degli altri stranieri e dopo aver salvato molti ruandesi nei primi giorni del genocidio, coraggiosamente tornò nel paese per mettere in salvo oltre confine circa 2.000 Tutsi. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro “La lista del Console” di Luciano Scalettari. Ribattezzato dai media lo “Schindler italiano”, Costa è stato riconosciuto come “Giusto” dal Comitato per la Foresta dei Giusti di Milano e dal Giardino dei Giusti di Padova.
Yolande Mukagasana, infermiera Tutsilacui intera famiglia, compresi i tre figli e il marito, è stata sterminata sotto i colpi dei machete. Salvata da una donna Hutu, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda. La sua storia è raccontata nel libro “La morte non mi ha voluta”. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace.
Zura Karuhimbi, contadina Hutu che oggi ha 84 anni ed al tempo del genocidio era quasi settantenne. Con grande intelligenza e coraggio ha nascosto e salvato la vita a circa 100 fuggiaschi Tutsi. Se fosse stata scoperta, Zura sarebbe andata incontro alla morte più atroce, quella destinata ai “complici” dei Tutsi. Zura è stata già premiata dal Governo ruandese e recentemente è stata riconosciuta quale “Giusta” dal Giardino dei Giusti di Padova, in Italia.
L’associazione Bene Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “ figli del Rwanda è un’associazione “no profit” fondata e diretta da cittadini ruandesi, che risiedono e lavorano da anni in Italia, che conta fra i suoi membri anche moltissimi cittadini italiani. È dal 2006 che Bene Rwanda celebra a Roma la giornata della memoria per il genocidio del Rwanda avvelendosi deipatrocini del Comune di Roma, della Provincia di Roma, della Regione Lazio, delle Nazioni Unite e organizzando eventi in strutture quali la Casa della Memoria e il teatro Eliseo. Bene Rwanda ha sempre contato sulla partecipazione di personaggidi spicco del mondo dello spettacolo e della cultura italiana e internazionale come il premio Nobel Dario Fo, Jacopo Fo, la menzione onorevole Unesco per la pace, Yolande Mukagasana, lo scrittore senegalese Boubacar Boris Diop, il giudice del Tribunale Penale Internazionale, Flavia Lattanzi. L’associazione è, inoltre, presente con i suoi membri, e in particolare con i sopravvissuti del genocidio, nelle scuole superiori di Roma per portare la testimonianza diretta dell’orrore di ogni guerra. Tutte le iniziative dell’associazione hanno ottenuto ampio successo di pubblico e grande attenzione mediatica così come documentato sul sito web www.benerwanda.org. Africani, italiani, ma anche cittadini palestinesi, libici, curdi, armeni, e molte altre diaspore hanno spesso trovato nelle giornate della memoria organizzate da Bene Rwanda la possibilità di unirsi in un abbraccio solidale e interculturale.
PeaceCulture! è un network della società civile internazionale nato nel 2008 e costituitosi nel 2009 come organizzazione di volontariato no profit. I principali obiettivi di PeaceCulture! sono la promozione e lo sviluppo di una cultura di pace, di democrazia, di giustizia, di tolleranza, di incontro tra culture e di rispetto dei diritti umani e civili, in particolare attraverso l’utilizzo dei media e dell’arte; la creazione di progetti specifici sia a livello nazionale che internazionale, calibrati di volta in volta nelle realtà sociali in cui l’associazione riterrà di intervenire, con il dichiarato obiettivo di ricercare un impatto sociale concreto che permetta ad una cultura di pace, di giustizia e di tolleranza di instaurarsi concretamente nella realtà sociale presa in considerazione.
La Fondazione Un Raggio di Luce Onlus è una fondazione onlus che opera essenzialmente nell’ambito della cooperazione internazionale con i Paesi del Sud del mondo. La sua missione è quella di migliorare la qualità della vita delle collettività più svantaggiate con azioni ed aiuti diretti. I beneficiari privilegiati sono le donne e i bambini, soprattutto nel continente africano. I campi di attività sono il microcredito, l’agricoltura e l’allevamento, la costruzione di abitazioni ed infrastrutture essenziali, l’acqua, l’energia e le comunicazioni, l'assistenza sanitaria, l'educazione e le attività sociali, le adozioni a distanza.




