martedì 23 marzo 2010

Presentazione Premio Nobel della Pace ai Giusti del Rwanda

L’associazione Bene Rwanda organizza la consueta manifestazione pubblica per raccontare ciò che è accaduto nel 1994 in Rwanda e per riflettere sull’attuale emergenza dell’etica e della giustizia a livello globale. Attraverso un viaggio documentale nel passato, il pubblico vedrà in anteprima le immagini del documentario “Rwanda: La lista del Console” di Alessandro Rocca, ascolterà dal vivo l’intervista di Pierantonio Costadei giornalisti Luciano Scalettari e Andrea Vianello, vedrà la mostra fotografica dedicata al Rwanda di allora e agli attuali luoghi della Memoria. La manifestazione sarà l’occasione per la presentazione della candidatura al Nobel per la Pace dei Giusti del Rwanda che seppero, a rischio della loro stessa vita, difendere i principi dell’umanità e della giustizia durante il genocidio. Le candidature, promosse da Bene Rwanda insieme all’associazione Peace Culture! e al Giardino dei Giusti di Padova sono:

Pierantonio Costa, Console onorario Italiano a Kigali all’epoca del genocidio, dopo aver contribuito all’evacuazione degli italiani e degli altri stranieri e dopo aver salvato molti ruandesi nei primi giorni del genocidio, coraggiosamente tornò nel paese per mettere in salvo oltre confine circa 2.000 Tutsi. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro “La lista del Console” di Luciano Scalettari. Ribattezzato dai media lo “Schindler italiano”, Costa è stato riconosciuto come “Giusto” dal Comitato per la Foresta dei Giusti di Milano e dal Giardino dei Giusti di Padova.

Yolande Mukagasana, infermiera Tutsilacui intera famiglia, compresi i tre figli e il marito, è stata sterminata sotto i colpi dei machete. Salvata da una donna Hutu, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda. La sua storia è raccontata nel libro “La morte non mi ha voluta”. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace.

Zura Karuhimbi, contadina Hutu che oggi ha 84 anni ed al tempo del genocidio era quasi settantenne. Con grande intelligenza e coraggio ha nascosto e salvato la vita a circa 100 fuggiaschi Tutsi. Se fosse stata scoperta, Zura sarebbe andata incontro alla morte più atroce, quella destinata ai “complici” dei Tutsi. Zura è stata già premiata dal Governo ruandese e recentemente è stata riconosciuta quale “Giusta” dal Giardino dei Giusti di Padova, in Italia.

L’associazione Bene Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “ figli del Rwanda è un’associazione “no profit” fondata e diretta da cittadini ruandesi, che risiedono e lavorano da anni in Italia, che conta fra i suoi membri anche moltissimi cittadini italiani. È dal 2006 che Bene Rwanda celebra a Roma la giornata della memoria per il genocidio del Rwanda avvelendosi deipatrocini del Comune di Roma, della Provincia di Roma, della Regione Lazio, delle Nazioni Unite e organizzando eventi in strutture quali la Casa della Memoria e il teatro Eliseo. Bene Rwanda ha sempre contato sulla partecipazione di personaggidi spicco del mondo dello spettacolo e della cultura italiana e internazionale come il premio Nobel Dario Fo, Jacopo Fo, la menzione onorevole Unesco per la pace, Yolande Mukagasana, lo scrittore senegalese Boubacar Boris Diop, il giudice del Tribunale Penale Internazionale, Flavia Lattanzi. L’associazione è, inoltre, presente con i suoi membri, e in particolare con i sopravvissuti del genocidio, nelle scuole superiori di Roma per portare la testimonianza diretta dell’orrore di ogni guerra. Tutte le iniziative dell’associazione hanno ottenuto ampio successo di pubblico e grande attenzione mediatica così come documentato sul sito web www.benerwanda.org. Africani, italiani, ma anche cittadini palestinesi, libici, curdi, armeni, e molte altre diaspore hanno spesso trovato nelle giornate della memoria organizzate da Bene Rwanda la possibilità di unirsi in un abbraccio solidale e interculturale.

PeaceCulture! è un network della società civile internazionale nato nel 2008 e costituitosi nel 2009 come organizzazione di volontariato no profit. I principali obiettivi di PeaceCulture! sono la promozione e lo sviluppo di una cultura di pace, di democrazia, di giustizia, di tolleranza, di incontro tra culture e di rispetto dei diritti umani e civili, in particolare attraverso l’utilizzo dei media e dell’arte; la crea­zione di progetti specifici sia a livello nazionale che internazionale, calibrati di volta in volta nelle realtà sociali in cui l’associazione ri­terrà di intervenire, con il dichiarato obiettivo di ricercare un impatto sociale concreto che permetta ad una cultura di pace, di giustizia  e di tolleranza di instaurarsi concretamente nella realtà sociale presa in considerazione.

La Fondazione Un Raggio di Luce Onlus è una fondazione onlus che opera essenzialmente nell’ambito della cooperazione internazionale con i Paesi del Sud del mondo. La sua missione è quella di migliorare la qualità della vita delle collettività più svantaggiate con azioni ed aiuti diretti. I beneficiari privilegiati sono le donne e i bambini, soprattutto nel continente africano. I campi di attività sono il microcredito, l’agricoltura e l’allevamento, la costruzione di abitazioni ed infrastrutture essenziali, l’acqua, l’energia e le comunicazioni, l'assistenza sanitaria, l'educazione e le attività sociali, le adozioni a distanza.









lunedì 15 marzo 2010

ART! FOR PEACE 2010 – 1° Edizione NOBEL PER LA PACE AI GIUSTI DEL RWANDA

Art.1 – Finalità

ART! FOR PEACE 2010 – 1° Edizione: NOBEL PER LA PACE AI GIUSTI DEL RWANDA
è un'iniziativa rivolta a tutti gli artisti che ne condividono lo spirito e la finalità e si concluderà con un'asta on-line delle opere donate.
Art.2 – Tema
Nel 1994, in Rwanda, nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 18 luglio, un milione di cittadini, in maggioranza appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi, insieme a molti Hutu che si opponevano al genocidio, veniva trucidato da criminali estremisti appartenenti alla maggioranza Hutu. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale. In questo contesto, molti obbedirono agli ordini ed uccisero, violentarono e torturarono; altri riuscirono a mettersi in salvo di fronte alla minaccia del machete; altri ancora, negando la logica del genocidio, scelsero di opporsi all’orrore e di salvare altri esseri umani a rischio della propria stessa vita. Sono loro i Giusti del Rwanda a cui va il nostro sostegno.
Fino ad oggi, nessun Nobel è stato assegnato a coloro che eroicamente hanno disobbedito alla violenza e salvato centinaia di vite umane. Il loro esempio invece deve essere conosciuto, oggi più che mai, per dimostrare che tutti noi abbiamo una scelta: la scelta di salvare invece che uccidere; la scelta della nonviolenza contro quella della violenza; la scelta del coraggio e della dignità del bene contro la banalità del male.
Reputiamo dunque indispensabile che sia finalmente assegnato un Nobel per la Pace ai Giusti del Rwanda, per difendere la memoria e la giustizia e per mostrare l’esempio di questi Giusti a cui tutti noi possiamo ispirarci.

Chi sono i nostri candidati? (In allegato troverà un dossier con i loro profili dettagliati e per ulteriori informazioni potrà visitare il sito web http://nobelrwanda.blogspot.com/ da cui è possibile accedere ai blog tematici dedicati alla campagna per il Nobel per la Pace 2010 in inglese, francese, spagnolo, italiano)

Zura Karuhimbi è una contadina Hutu che oggi ha 84 anni ed al tempo del genocidio era quasi settantenne. Con grande intelligenza e coraggio ha nascosto e salvato la vita a circa 100 fuggiaschi Tutsi. Se fosse stata scoperta, Zura sarebbe andata incontro alla morte più atroce, quella destinata ai “complici” dei Tutsi. Zura è stata già premiata dal Governo ruandese e recentemente è stata riconosciuta quale “Giusta” dal Giardino dei Giusti di Padova, in Italia.
Yolande Mukagasana è un’infermiera Tutsi la cui intera famiglia, compresi i tre figli e il marito, è stata sterminata sotto i colpi dei machete. Salvata da una donna Hutu, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda. La sua storia è raccontata nel libro “La morte non mi ha voluta”. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace.
Pierantonio Costa ricopriva al momento del genocidio la carica di Console onorario Italiano a Kigali. Dopo aver contribuito all’evacuazione degli Italiani ed altri stranieri ed avere già salvato molti ruandesi nei primi giorni del genocidio, coraggiosamente tornò nel paese per mettere in salvo oltre confine circa 2.000 Tutsi. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro “La lista del Console”. Ribattezzato da vari media lo “Schindler italiano”, Costa è stato riconosciuto come “Giusto” dal Comitato per la Foresta dei Giusti di Milano e dal Giardino dei Giusti di Padova.
Stante il quadro generale sopra riportato, le opere donate potranno pertanto essere liberamente ispirate alle figure dei Giusti del Rwanda o alle drammatiche vicende del genocidio del 1994 e dei genocidi in genere. Potranno altresì essere ispirate al valore dei diritti umani difesi a costo della vita, alla lotta contro ogni forma di discriminazione e alla promozione di una cultura non-violenta.
Art.3 – Condizioni di partecipazione
La partecipazione a ART! FOR PEACE 2010 – 1° Edizione : NOBEL PER LA PACE AI GIUSTI DEL RWANDA è aperta a tutti gli artisti di ogni nazionalità e senza limiti di età.
Tecnica e modalità espressive sono una libera scelta dell'artista, l'unico requisito davvero essenziale è quello di essere pienamente d'accordo nel sostenere e promuovere una Cultura di Pace.
Art.4 – Svolgimento
Ogni artista può decidere liberamente se partecipare con una o più opere. Tecnica libera: pittura, scultura, installazioni, fotografia, calcografia, ceramica, tecniche miste su supporto piano e tecniche multimediali.
4.1 - La mostra
In una prima fase la mostra sarà virtuale. L’allestimento dello spazio espositivo on-line sarà affidato ai responsabili del progetto Art! for Peace.
Verrà data la massima visibilità alle opere donate tramite la pubblicazione nel sito ufficiale della campagna http://nobelrwanda.blogspot.com/ , nei siti di Bene Rwanda www.benerwanda.org e Peace Culture! www.peaceculture.eu , oltre che nelle pagine di Facebook http://www.facebook.com/?ref=home#/pages/2010-NOBEL-PEACE-PRIZE-TO-RWANDASRIGHTEOUS/145264596493?ref=ts , e MySpace http://www.myspace.com/nobelrwanda dedicate alla campagna del Nobel ai Giusti del Rwanda. L’iniziativa godrà anche dell’appoggio mediatico del blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) comico, attore, attivista e blogger italiano, il cui blog è, tra quelli in lingua italiana, il più noto ed è stato collocato al settimo posto della classifica mondiale 2009 pubblicata da Forbes.
Già lo scorso anno lo staff di Beppe Grillo ha collaborato con Bene Rwanda e Peace Culture! ospitando nel suo blog la campagna informativa organizzata dalle due associazioni in occasione del 15° anniversario del genocidio ruandese.
4.2 – L’asta
Le opere verranno messe all'asta su Ebay.
4.3 – Il ricavato dell’asta
Nella scheda di adesione allegata ogni artista può scegliere se devolvere il ricavato della vendita completamente, al 50% o in percentuale proposta dall’artista, non inferiore al 50%.
Le modalità di spedizione saranno definite in seguito. In ogni caso le spese del trasporto saranno a carico dell’acquirente.
Il ricavato dell’asta verrà dedicato in parte alle attività di promozione della campagna per il Nobel ai Giusti e in parte ricompenserà quegli artisti che della loro arte vivono, spesso con difficoltà. Uno dei nostri scopi è infatti quello di raccogliere e far germogliare i semi della creatività generosa aiutando gli stessi artisti a produrre opere ispirate ai sentimenti di pace.
4.4 – Diritti d’autore e merchandising
Le immagini delle opere donate (vendute e non) resteranno esposte nelle gallerie virtuali e potranno essere sempre utilizzate dagli organizzatori della campagna a scopo promozionale e di eventuale merchandising (es. brochure, calendari, cartoline, poster, t-shirt, ecc. ). Finché un’opera non verrà acquistata resterà fisicamente in mano all’artista, ma l’immagine della stessa potrà essere utilizzata liberamente dagli organizzatori sia prima che dopo la sua eventuale vendita. Gli organizzatori avranno
sempre cura di allegare alle immagini una didascalia che riporterà titolo, anno, tecnica, dimensioni dell’opera e crediti all’artista (courtesy dell’artista), onde evitare la riproduzione selvaggia e l'uso improprio.

Art.5 – Comunicazioni

Per qualsiasi chiarimento gli artisti possono scrivere ai seguenti indirizzi: nobelgiustirwanda@gmail.com e/o peaceculture.artproject@gmail.com
Comitato organizzatore e Segreteria logistica e organizzativa:
Romina Germani (ITA) – rominagermani@alice.it
Gemma Rojas Roncaglielo (ESP) - gemmarojas@gmail.com
David Monticelli (ENG) – davidmonticelli@libero.it
Enrico Muratore (FR) - enricomura@yahoo.com
Promozione progetto e ufficio stampa:
Rosanna Tripaldi 338.1965487 - rostrip@hotmail.com



mercoledì 3 marzo 2010

COMUNE DI PADOVA: MOZIONE DI ADESIONE ALLA CANDIDATURA DEI GIUSTI DEL RWANDA AL PREMIO NOBEL PER LA PACE

Signori Consiglieri,

premesso che

• con Delibera di Consiglio n. 13 del 19 febbraio 2007 è stato istituito a Padova il Giardino dei Giusti del Mondo, il cui fine istituzionale è di rendere omaggio a coloro che si sono opposti ai genocidi perpetrati a partire dal XX secolo e di proporne e divulgarne l’esempio, in particolare tra i giovani;

• la Commissione Scientifica del Giardino dei Giusti del Mondo ha finora individuato trentasei Giusti legati a venti episodi avvenuti in quattro diversi genocidi, quello che coinvolse il popolo armeno in Turchia nel 1915/16, la Shoah ebraica avvenuta in Europa durante il secondo conflitto mondiale, i massacri indiscriminati contro la popolazione bosniaca (1992-95) e il genocidio Rwandese (1994);

ricordato che

• il genocidio in Rwanda si compì tra il 6 aprile e il 18 luglio del ‘94, quando gruppi militari e paramilitari di etnia Hutu, appoggiati anche da civili, sterminarono a colpi di armi da fuoco, machete, bastoni chiodati, gran parte della minoranza di origine Tutsi;

• il genocidio non risparmiò la componente moderata della stessa popolazione Hutu, e fu accompagnato da stupri e torture nei confronti di donne e bambine, sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale;

• in quel contesto efferato alcune donne e alcuni uomini scelsero di opporsi all’orrore e di salvare altri esseri umani a rischio della propria stessa vita, meritando di essere riconosciuti come Giusti del Rwanda;

• nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova sono state messe a dimora tre piante, che onorano tre persone che durante il genocidio rwandese hanno obbedito alla voce della coscienza e si sono efficacemente battute per interrompere la catena dell’ingiustizia e della morte;


preso atto che

• l’associazione no-profit Bene-Rwanda (che in lingua Kinyarwanda significa “Figli del Rwanda”), fondata e diretta da cittadini rwandesi che risiedono e lavorano da anni in Italia, e l’associazione internazionale Peace Culture hanno promosso la candidatura al Premio Nobel per la Pace di Zura Karuhimbi e Pierantonio Costa, onorati come Giusti del Rwanda nel nostro Giardino dei Giusti del Mondo, e della scrittrice e intellettuale rwandese Yolande Mukagasana, anch’essa presente nella nostra città nella cerimonia del 18 e 19 ottobre 2009;

• il Comitato Scientifico del Giardino dei Giusti del Mondo di Padova ha espresso parere favorevole all’iniziativa, proponendo al Consiglio Comunale di sostenere l’iniziativa presso il Comitato Promotore del Premio Nobel per la Pace;

• la presente mozione è stata esaminata e unanimemente approvata dalla III Commissione Cultura nella seduta del 19 febbraio 2010;

tutto ciò premesso


il Consiglio Comunale di Padova impegna

il Signor Sindaco a rappresentare al Comitato Promotore del Premio Nobel per la Pace la volontà della Città di Padova di aderire alla candidatura al Premio Nobel per la Pace di Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa e Yolande Mukagasana.

Il Presidente della III Commissione

Giuliano Pisani


Biografie dei candidati :

Zura Karuhimbi è una contadina Hutu. Nata nel 1925 in Rwanda nel distretto di Ntongwe, dove ancora risiede in condizioni di estrema semplicità, all’epoca de genocidio aveva circa settant’anni. Incurante dei rischi e delle minacce che lei stessa correva, operando con intelligenza e coraggio, ospitò nella sua casa un centinaio di fuggiaschi Tutsi, cui salvò in tal modo la vita. Se fosse stata scoperta, sarebbe andata incontro alla morte più atroce. Nel 2006, l’associazione Ibuka – memoria e giustizia, che raggruppa i sopravvissuti del genocidio ruandese, le ha consegnato un certificato di merito e di riconoscimento, mentre il governo di Paul Kagame le ha conferito una medaglia al valore.

Pierantonio Costa (Mestre 7 maggio 1939), a quindici anni, raggiunge il padre emigrato nello Zaire. A Bukavu, nel 1960, fa la prima esperienza di guerra africana e con alcuni fratelli si prodiga per traghettare sull’altra sponda del lago Kivu gruppi di profughi congolesi. Si trasferisce in Rwanda nel 1964. Imprenditore di successo, dal 1988 al 2004 è console onorario d’Italia a Kigali. Nei tre mesi del genocidio Costa porta in salvo dapprima gli italiani e molti occidentali, poi si stabilisce in Burundi, a casa del fratello, e da lì comincia una serie incessante di viaggi attraverso il Rwanda per mettere in salvo il maggior numero di persone possibile. Costa usa i privilegi di cui gode, la rappresentanza diplomatica, la sua rete di conoscenze e il suo denaro per ottenere visti di uscita dal paese per tutti coloro che gli chiedono aiuto. Aiutato dal figlio Olivier, Costa agisce di concerto con rappresentanti della Croce Rossa e di svariate Ong, e alla fine del genocidio ha salvato quasi 2000 persone, tra cui 375 bambini di un campo di raccolta della Croce Rossa a Butare. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro La lista del console.

Yolande Mukagasana è l’unica sopravvissuta alla sua famiglia. Suo marito e i suoi tre figli sono stati massacrati a colpi di machete. Salvata da una donna Hutu, Jacqueline Mukansonera, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda . La sua storia è raccontata nel libro La morte non mi ha voluta. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace.


COMUNE DI PADOVA: MOZIONE DI ADESIONE ALLA CANDIDATURA DEI GIUSTI DEL RWANDA AL PREMIO NOBEL PER LA PACE

Signori Consiglieri,

premesso che

• con Delibera di Consiglio n. 13 del 19 febbraio 2007 è stato istituito a Padova il Giardino dei Giusti del Mondo, il cui fine istituzionale è di rendere omaggio a coloro che si sono opposti ai genocidi perpetrati a partire dal XX secolo e di proporne e divulgarne l’esempio, in particolare tra i giovani;

• la Commissione Scientifica del Giardino dei Giusti del Mondo ha finora individuato trentasei Giusti legati a venti episodi avvenuti in quattro diversi genocidi, quello che coinvolse il popolo armeno in Turchia nel 1915/16, la Shoah ebraica avvenuta in Europa durante il secondo conflitto mondiale, i massacri indiscriminati contro la popolazione bosniaca (1992-95) e il genocidio Rwandese (1994);

ricordato che

• il genocidio in Rwanda si compì tra il 6 aprile e il 18 luglio del ‘94, quando gruppi militari e paramilitari di etnia Hutu, appoggiati anche da civili, sterminarono a colpi di armi da fuoco, machete, bastoni chiodati, gran parte della minoranza di origine Tutsi;

• il genocidio non risparmiò la componente moderata della stessa popolazione Hutu, e fu accompagnato da stupri e torture nei confronti di donne e bambine, sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale;

• in quel contesto efferato alcune donne e alcuni uomini scelsero di opporsi all’orrore e di salvare altri esseri umani a rischio della propria stessa vita, meritando di essere riconosciuti come Giusti del Rwanda;

• nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova sono state messe a dimora tre piante, che onorano tre persone che durante il genocidio rwandese hanno obbedito alla voce della coscienza e si sono efficacemente battute per interrompere la catena dell’ingiustizia e della morte;


preso atto che

• l’associazione no-profit Bene-Rwanda (che in lingua Kinyarwanda significa “Figli del Rwanda”), fondata e diretta da cittadini rwandesi che risiedono e lavorano da anni in Italia, e l’associazione internazionale Peace Culture hanno promosso la candidatura al Premio Nobel per la Pace di Zura Karuhimbi e Pierantonio Costa, onorati come Giusti del Rwanda nel nostro Giardino dei Giusti del Mondo, e della scrittrice e intellettuale rwandese Yolande Mukagasana, anch’essa presente nella nostra città nella cerimonia del 18 e 19 ottobre 2009;

• il Comitato Scientifico del Giardino dei Giusti del Mondo di Padova ha espresso parere favorevole all’iniziativa, proponendo al Consiglio Comunale di sostenere l’iniziativa presso il Comitato Promotore del Premio Nobel per la Pace;

• la presente mozione è stata esaminata e unanimemente approvata dalla III Commissione Cultura nella seduta del 19 febbraio 2010;

tutto ciò premesso


il Consiglio Comunale di Padova impegna

il Signor Sindaco a rappresentare al Comitato Promotore del Premio Nobel per la Pace la volontà della Città di Padova di aderire alla candidatura al Premio Nobel per la Pace di Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa e Yolande Mukagasana.

Il Presidente della III Commissione

Giuliano Pisani


Biografie dei candidati :

Zura Karuhimbi è una contadina Hutu. Nata nel 1925 in Rwanda nel distretto di Ntongwe, dove ancora risiede in condizioni di estrema semplicità, all’epoca de genocidio aveva circa settant’anni. Incurante dei rischi e delle minacce che lei stessa correva, operando con intelligenza e coraggio, ospitò nella sua casa un centinaio di fuggiaschi Tutsi, cui salvò in tal modo la vita. Se fosse stata scoperta, sarebbe andata incontro alla morte più atroce. Nel 2006, l’associazione Ibuka – memoria e giustizia, che raggruppa i sopravvissuti del genocidio ruandese, le ha consegnato un certificato di merito e di riconoscimento, mentre il governo di Paul Kagame le ha conferito una medaglia al valore.

Pierantonio Costa (Mestre 7 maggio 1939), a quindici anni, raggiunge il padre emigrato nello Zaire. A Bukavu, nel 1960, fa la prima esperienza di guerra africana e con alcuni fratelli si prodiga per traghettare sull’altra sponda del lago Kivu gruppi di profughi congolesi. Si trasferisce in Rwanda nel 1964. Imprenditore di successo, dal 1988 al 2004 è console onorario d’Italia a Kigali. Nei tre mesi del genocidio Costa porta in salvo dapprima gli italiani e molti occidentali, poi si stabilisce in Burundi, a casa del fratello, e da lì comincia una serie incessante di viaggi attraverso il Rwanda per mettere in salvo il maggior numero di persone possibile. Costa usa i privilegi di cui gode, la rappresentanza diplomatica, la sua rete di conoscenze e il suo denaro per ottenere visti di uscita dal paese per tutti coloro che gli chiedono aiuto. Aiutato dal figlio Olivier, Costa agisce di concerto con rappresentanti della Croce Rossa e di svariate Ong, e alla fine del genocidio ha salvato quasi 2000 persone, tra cui 375 bambini di un campo di raccolta della Croce Rossa a Butare. La sua storia eccezionale è raccontata nel libro La lista del console.

Yolande Mukagasana è l’unica sopravvissuta alla sua famiglia. Suo marito e i suoi tre figli sono stati massacrati a colpi di machete. Salvata da una donna Hutu, Jacqueline Mukansonera, Yolande ha iniziato un’incessante campagna per testimoniare al mondo il genocidio del Rwanda . La sua storia è raccontata nel libro La morte non mi ha voluta. Scrittrice di fama internazionale, considerata la “Primo Levi” ruandese, Yolande ha già ricevuto vari riconoscimenti tra cui la Menzione Onorevole Unesco per l’Educazione alla Pace.