Martedì 20 ottobre, presso la Fabbrica delle Emozioni a Pistoia, si è tenuto l’incontro “UNA SPERANZA PER L’AFRICA E PER IL RWANDA”, con la partecipazione di Yolande Mukagasana, scrittrice, testimone del genocidio rwandese e messaggera di pace, promosso dal Movimento Umanista di Pistoia e dal Centro Studi e Documentazione sull’ Handicap di Pistoia, in collaborazione con il Comune di Pistoia (Assessorato alle Politiche Sociali e Assessorato alla Cultura, alla Pubblica Istruzione e alle Pari Opportunità), nell’ambito delle iniziative in favore della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.
A questo link potete vedere alcune foto della serata
Durante la serata, dopo il saluto dell’Assessore alle Politiche Sociali Rosalia Billero, il dott. Valerio Bonfanti dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Luca Pecchioli del Movimento Umanista di Pistoia hanno illustarto il progetto “Percorsi su disabilità e nonviolenza”, che coinvolge numerose associazioni di Pistoia e provincia, mentre Stefano Priami del Movimento Umanista di Pistoia ha presentato la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Infine, introdotta dal prof. Mauro Matteucci, ha parlato Yolande Mukagasana, raccontando della terribile esperienza del genocidio del 1994 in Rwanda e di come, grazie alla sua attività di testimone e al suo impegno sociale in favore dei bambini del suo Paese, sia riuscita a riconciliarsi con i responsabili delle violenze, promuovendo iniziative di pacificazione fra le etnie rivali Tutsi e Hutu.
La conferenza si è conclusa con un dibattito, durante il quale il pubblico ha rivolto molte domande alla scrittrice.
sabato 31 ottobre 2009
UNA SPERANZA PER L’AFRICA E PER IL RWANDA
Martedì 20 ottobre, presso la Fabbrica delle Emozioni a Pistoia, si è tenuto l’incontro “UNA SPERANZA PER L’AFRICA E PER IL RWANDA”, con la partecipazione di Yolande Mukagasana, scrittrice, testimone del genocidio rwandese e messaggera di pace, promosso dal Movimento Umanista di Pistoia e dal Centro Studi e Documentazione sull’ Handicap di Pistoia, in collaborazione con il Comune di Pistoia (Assessorato alle Politiche Sociali e Assessorato alla Cultura, alla Pubblica Istruzione e alle Pari Opportunità), nell’ambito delle iniziative in favore della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.
A questo link potete vedere alcune foto della serata
Durante la serata, dopo il saluto dell’Assessore alle Politiche Sociali Rosalia Billero, il dott. Valerio Bonfanti dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Luca Pecchioli del Movimento Umanista di Pistoia hanno illustarto il progetto “Percorsi su disabilità e nonviolenza”, che coinvolge numerose associazioni di Pistoia e provincia, mentre Stefano Priami del Movimento Umanista di Pistoia ha presentato la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Infine, introdotta dal prof. Mauro Matteucci, ha parlato Yolande Mukagasana, raccontando della terribile esperienza del genocidio del 1994 in Rwanda e di come, grazie alla sua attività di testimone e al suo impegno sociale in favore dei bambini del suo Paese, sia riuscita a riconciliarsi con i responsabili delle violenze, promuovendo iniziative di pacificazione fra le etnie rivali Tutsi e Hutu.
La conferenza si è conclusa con un dibattito, durante il quale il pubblico ha rivolto molte domande alla scrittrice.
A questo link potete vedere alcune foto della serata
Durante la serata, dopo il saluto dell’Assessore alle Politiche Sociali Rosalia Billero, il dott. Valerio Bonfanti dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Luca Pecchioli del Movimento Umanista di Pistoia hanno illustarto il progetto “Percorsi su disabilità e nonviolenza”, che coinvolge numerose associazioni di Pistoia e provincia, mentre Stefano Priami del Movimento Umanista di Pistoia ha presentato la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Infine, introdotta dal prof. Mauro Matteucci, ha parlato Yolande Mukagasana, raccontando della terribile esperienza del genocidio del 1994 in Rwanda e di come, grazie alla sua attività di testimone e al suo impegno sociale in favore dei bambini del suo Paese, sia riuscita a riconciliarsi con i responsabili delle violenze, promuovendo iniziative di pacificazione fra le etnie rivali Tutsi e Hutu.
La conferenza si è conclusa con un dibattito, durante il quale il pubblico ha rivolto molte domande alla scrittrice.
martedì 27 ottobre 2009
IL GIARDINO DEI GIUSTI DI PADOVA/1
domenica scorsa 18 ottobre, io in nome dell'associazione Peace Culture!, e Francoise Kankindi e Eric Wibabara (col loro piccolo Alain) per l'associazione Bene-Rwanda, abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un evento importantissimo e commovente organizzato dal Giardino dei Giusti del Mondo di Padova, che è un parco nato nel 2008 per onorare quelle persone (i "Giusti") che si sono opposti alla “logica” dei genocidi salvando altri esseri umani a rischio della propria stessa vita (http://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_dei_Giusti_del_Mondo).
Tra i giusti premiati quest'anno c'era Zura Karuhimbi, (la nostra candidata insieme a Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa al Nobel per la Pace 2010) e Jacqueline Mukansonera, la donna che salvò Yolande durante il genocidio del 1994. Quella di quest'anno è stata la seconda edizione.
Fin dal sabato pomeriggio siamo stati ospiti del Prof. Giuliano Pisani, responsabile del Comune di Padova per il Giardino dei Giusti, colui che fin dal novembre 1999 ha immaginato che un giorno il Giardino dei Giusti di Padova potesse diventare una realtà e che dopo 9 anni c'è finalmente riuscito. Il Prof. Pisani con la sua calorosa accoglienza ha messo tutti gli ospiti a proprio agio. Il sabato sera abbiamo cenato al Ristorante Pontecorvo: la lunga tavolata era piena di personaggi (o familiari di personaggi) che si leggono sui libri di scuola. C'era Mischa Wegner figlio di Armin Wegner, il Giusto tedesco che denunciò con le sue fotografie il genocidio degli armeni all’inizio del XX secolo; c'era Gunter Burger, assessore del comune di Friburgo in Germania, che era presente per ritirare il premio alla Giusta Gertrud Luckner sua concittadina, che durante gli anni del nazismo aiutò molti ebrei a fuggire dalla Germania...
(continua nel prossimo episodio)
Clicca su ogni foto per ingrandimento e didascalia
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IL GIARDINO DEI GIUSTI DI PADOVA/1
domenica scorsa 18 ottobre, io in nome dell'associazione Peace Culture!, e Francoise Kankindi e Eric Wibabara (col loro piccolo Alain) per l'associazione Bene-Rwanda, abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un evento importantissimo e commovente organizzato dal Giardino dei Giusti del Mondo di Padova, che è un parco nato nel 2008 per onorare quelle persone (i "Giusti") che si sono opposti alla “logica” dei genocidi salvando altri esseri umani a rischio della propria stessa vita (http://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_dei_Giusti_del_Mondo).
Tra i giusti premiati quest'anno c'era Zura Karuhimbi, (la nostra candidata insieme a Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa al Nobel per la Pace 2010) e Jacqueline Mukansonera, la donna che salvò Yolande durante il genocidio del 1994. Quella di quest'anno è stata la seconda edizione.
Fin dal sabato pomeriggio siamo stati ospiti del Prof. Giuliano Pisani, responsabile del Comune di Padova per il Giardino dei Giusti, colui che fin dal novembre 1999 ha immaginato che un giorno il Giardino dei Giusti di Padova potesse diventare una realtà e che dopo 9 anni c'è finalmente riuscito. Il Prof. Pisani con la sua calorosa accoglienza ha messo tutti gli ospiti a proprio agio. Il sabato sera abbiamo cenato al Ristorante Pontecorvo: la lunga tavolata era piena di personaggi (o familiari di personaggi) che si leggono sui libri di scuola. C'era Mischa Wegner figlio di Armin Wegner, il Giusto tedesco che denunciò con le sue fotografie il genocidio degli armeni all’inizio del XX secolo; c'era Gunter Burger, assessore del comune di Friburgo in Germania, che era presente per ritirare il premio alla Giusta Gertrud Luckner sua concittadina, che durante gli anni del nazismo aiutò molti ebrei a fuggire dalla Germania...
(continua nel prossimo episodio)
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domenica 18 ottobre 2009
ZURA A ROMA NELLA SEDE DI BENE RWANDA
Zura ha proseguito poi il suo viaggio a Padova dove presenzierà alla cerimonia che la vedrà inserita nel giardino dei Giusti. In questa occasione avrà la possibilità di incontrarsi con Yolande Mukagasana.
ZURA A ROMA NELLA SEDE DI BENE RWANDA
Zura ha proseguito poi il suo viaggio a Padova dove presenzierà alla cerimonia che la vedrà inserita nel giardino dei Giusti. In questa occasione avrà la possibilità di incontrarsi con Yolande Mukagasana.
mercoledì 14 ottobre 2009
LAVORI IN CORSO: URBINO, ROMA, PADOVA
di David Monticelli
Presidente Peace Culture!
Un primo commento dunque lo debbo a tutti voi proprio riguardo i due scorsi week-end in cui, prima ad Urbino e poi a Roma, ho partecipato a degli eventi in cui il protagonista - come per la nostra campagna per il Rwanda - era la pace, (ad altre latitudini di questo nostro stesso pianeta e con altri protagonisti della nostra stessa umanità).
Ad Urbino nel week-end del 3-4 ottobre la conferenza "Dalla parte dell'impossibile" ha visto la partecipazione del nostro amico Lance Henson, poeta cheyenne e attivista per i diritti umani, di Kendall Black Elk, danzatore crow, di Tlahkuilo Arreola Zuniga, artista yaqui e azteco, del prof. Luigi Alfieri docente ordinario dell'Università di Urbino e infine del sottoscritto. Abbiamo parlato della filosofia, ma anche e soprattutto dell'attivismo politico, delle rivendicazioni e delle tragiche situazioni contemporanee dei popoli cosiddetti indigeni (o nativi) del mondo, minoranze sempre più a rischio di ulteriore genocidio fisico e culturale ad opera di quella macchina di sfruttamento e di oppressione che è l'attuale sistema economico e politico mondiale.
A Roma, presso la "Città dell'Altra Economia" nel quartiere Testaccio, nel week-end del 10-11 ottobre si è svolta la manifestazione intitolata "Eventi nativi" alla quale hanno partecipato la nostra Francoise Kankindi, presidentessa di Bene-Rwanda, Tlahkuilo Arreola Zuniga, Apirana Taylor, artista maori e attivista dei diritti civili del suo popolo, Francisco Vera Millaquen, portavoce della comunità degli indios mapuche del Cile, Kevin Annett, ex pastore della Chiesa Unita Canadese che ha denunciato il genocidio dei bambini nativi americani nelle famigerate boarding schools (o residential schools) del Canada.
Lo scopo ufficiale della manifestazione (giunta alla sua seconda edizione dopo quella di Genova dell'anno scorso) è quello di chiedere l'istituzione di una "Giornata della memoria del genocidio dei popoli indigeni" e di chiedere allo Stato italiano la ratifica della convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni e tribali, adottata nel 1989 dall´Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un'agenzia delle Nazioni Unite, http://www.survival.it/.
La Convenzione riconosce ai popoli indigeni un insieme di diritti fondamentali, essenziali alla loro sopravvivenza, tra cui i diritti sulle terre ancestrali e il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro. Attualmente, la Convenzione costituisce l´unico strumento legislativo internazionale di protezione dei diritti dei popoli indigeni. Ratificandola, gli stati si impegnano a garantire in modo efficace l´integrità fisica e spirituale dei popoli indigeni e a lottare contro ogni forma di> discriminazione nei loro confronti.
Nella giornata di sabato si sono tenuti seminari sul tema del genocidio di questi popoli, con la visione nel pomeriggio dello struggente documentario di Kevin Annett "Unrepentant: the Canada's genocide", che potete vedere in versione integrale sul sito http://www.hiddenfromhistory.org/ (tenetevi forte).
In serata al Teatro Valle di Roma uno spettacolo congiunto di Tlahkuilo Arreola Zuniga e di Apirana Taylor ha traslato queste tematiche in rappresentazioni artistiche attraverso danze, musica, pittura e poesia, con le voci di cinque attori italiani che hanno partecipato alla performance. La maggior parte del secondo atto è stato dedicato al genocidio ruandese.
La domenica mattina è stata la volta della testimonianza commovente di Francisco Vera Millaquen sulla recente escalation di violenza e repressione nei confronti del popolo mapuche in Cile (nonostante i proclami democratici del governo socialista) e quella della nostra Francoise sul Rwanda. Le loro parole hanno toccato tutti nel profondo del cuore. Da questo doppio week-end, (che diventerà triplo, visto che sabato e domenica prossima 17-18 ottobre Zura Kurahimbi e Jacqueline Mukansonera saranno premiate dalla Città di Padova con il riconoscimento del "Giardino dei giusti del mondo", (http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=13091), emerge chiaramente la dimensione universale e "trasversale" a cui deve necessariamente fare riferimento il nostro attivismo e il nostro impegno per la pace. E' soltanto nello spirito di un'appartenenza ad un movimento ampio quanto tutta l'umanità oppressa, sfruttata e vittima dei genocidi e nel consapevole riconoscimento di questa appartenenza che la nostra campagna per il Nobel al Rwanda potrà trovare la forza e l'energia giusta, come direbbero i nostri amici nativi, per essere portata a compimento.
Presidente Peace Culture!
Un primo commento dunque lo debbo a tutti voi proprio riguardo i due scorsi week-end in cui, prima ad Urbino e poi a Roma, ho partecipato a degli eventi in cui il protagonista - come per la nostra campagna per il Rwanda - era la pace, (ad altre latitudini di questo nostro stesso pianeta e con altri protagonisti della nostra stessa umanità).
Ad Urbino nel week-end del 3-4 ottobre la conferenza "Dalla parte dell'impossibile" ha visto la partecipazione del nostro amico Lance Henson, poeta cheyenne e attivista per i diritti umani, di Kendall Black Elk, danzatore crow, di Tlahkuilo Arreola Zuniga, artista yaqui e azteco, del prof. Luigi Alfieri docente ordinario dell'Università di Urbino e infine del sottoscritto. Abbiamo parlato della filosofia, ma anche e soprattutto dell'attivismo politico, delle rivendicazioni e delle tragiche situazioni contemporanee dei popoli cosiddetti indigeni (o nativi) del mondo, minoranze sempre più a rischio di ulteriore genocidio fisico e culturale ad opera di quella macchina di sfruttamento e di oppressione che è l'attuale sistema economico e politico mondiale.
A Roma, presso la "Città dell'Altra Economia" nel quartiere Testaccio, nel week-end del 10-11 ottobre si è svolta la manifestazione intitolata "Eventi nativi" alla quale hanno partecipato la nostra Francoise Kankindi, presidentessa di Bene-Rwanda, Tlahkuilo Arreola Zuniga, Apirana Taylor, artista maori e attivista dei diritti civili del suo popolo, Francisco Vera Millaquen, portavoce della comunità degli indios mapuche del Cile, Kevin Annett, ex pastore della Chiesa Unita Canadese che ha denunciato il genocidio dei bambini nativi americani nelle famigerate boarding schools (o residential schools) del Canada.
Lo scopo ufficiale della manifestazione (giunta alla sua seconda edizione dopo quella di Genova dell'anno scorso) è quello di chiedere l'istituzione di una "Giornata della memoria del genocidio dei popoli indigeni" e di chiedere allo Stato italiano la ratifica della convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni e tribali, adottata nel 1989 dall´Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un'agenzia delle Nazioni Unite, http://www.survival.it/.
La Convenzione riconosce ai popoli indigeni un insieme di diritti fondamentali, essenziali alla loro sopravvivenza, tra cui i diritti sulle terre ancestrali e il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro. Attualmente, la Convenzione costituisce l´unico strumento legislativo internazionale di protezione dei diritti dei popoli indigeni. Ratificandola, gli stati si impegnano a garantire in modo efficace l´integrità fisica e spirituale dei popoli indigeni e a lottare contro ogni forma di> discriminazione nei loro confronti.
Nella giornata di sabato si sono tenuti seminari sul tema del genocidio di questi popoli, con la visione nel pomeriggio dello struggente documentario di Kevin Annett "Unrepentant: the Canada's genocide", che potete vedere in versione integrale sul sito http://www.hiddenfromhistory.org/ (tenetevi forte).
In serata al Teatro Valle di Roma uno spettacolo congiunto di Tlahkuilo Arreola Zuniga e di Apirana Taylor ha traslato queste tematiche in rappresentazioni artistiche attraverso danze, musica, pittura e poesia, con le voci di cinque attori italiani che hanno partecipato alla performance. La maggior parte del secondo atto è stato dedicato al genocidio ruandese.
La domenica mattina è stata la volta della testimonianza commovente di Francisco Vera Millaquen sulla recente escalation di violenza e repressione nei confronti del popolo mapuche in Cile (nonostante i proclami democratici del governo socialista) e quella della nostra Francoise sul Rwanda. Le loro parole hanno toccato tutti nel profondo del cuore. Da questo doppio week-end, (che diventerà triplo, visto che sabato e domenica prossima 17-18 ottobre Zura Kurahimbi e Jacqueline Mukansonera saranno premiate dalla Città di Padova con il riconoscimento del "Giardino dei giusti del mondo", (http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=13091), emerge chiaramente la dimensione universale e "trasversale" a cui deve necessariamente fare riferimento il nostro attivismo e il nostro impegno per la pace. E' soltanto nello spirito di un'appartenenza ad un movimento ampio quanto tutta l'umanità oppressa, sfruttata e vittima dei genocidi e nel consapevole riconoscimento di questa appartenenza che la nostra campagna per il Nobel al Rwanda potrà trovare la forza e l'energia giusta, come direbbero i nostri amici nativi, per essere portata a compimento.
LAVORI IN CORSO: URBINO, ROMA, PADOVA
di David Monticelli
Presidente Peace Culture!
Un primo commento dunque lo debbo a tutti voi proprio riguardo i due scorsi week-end in cui, prima ad Urbino e poi a Roma, ho partecipato a degli eventi in cui il protagonista - come per la nostra campagna per il Rwanda - era la pace, (ad altre latitudini di questo nostro stesso pianeta e con altri protagonisti della nostra stessa umanità).
Ad Urbino nel week-end del 3-4 ottobre la conferenza "Dalla parte dell'impossibile" ha visto la partecipazione del nostro amico Lance Henson, poeta cheyenne e attivista per i diritti umani, di Kendall Black Elk, danzatore crow, di Tlahkuilo Arreola Zuniga, artista yaqui e azteco, del prof. Luigi Alfieri docente ordinario dell'Università di Urbino e infine del sottoscritto. Abbiamo parlato della filosofia, ma anche e soprattutto dell'attivismo politico, delle rivendicazioni e delle tragiche situazioni contemporanee dei popoli cosiddetti indigeni (o nativi) del mondo, minoranze sempre più a rischio di ulteriore genocidio fisico e culturale ad opera di quella macchina di sfruttamento e di oppressione che è l'attuale sistema economico e politico mondiale.
A Roma, presso la "Città dell'Altra Economia" nel quartiere Testaccio, nel week-end del 10-11 ottobre si è svolta la manifestazione intitolata "Eventi nativi" alla quale hanno partecipato la nostra Francoise Kankindi, presidentessa di Bene-Rwanda, Tlahkuilo Arreola Zuniga, Apirana Taylor, artista maori e attivista dei diritti civili del suo popolo, Francisco Vera Millaquen, portavoce della comunità degli indios mapuche del Cile, Kevin Annett, ex pastore della Chiesa Unita Canadese che ha denunciato il genocidio dei bambini nativi americani nelle famigerate boarding schools (o residential schools) del Canada.
Lo scopo ufficiale della manifestazione (giunta alla sua seconda edizione dopo quella di Genova dell'anno scorso) è quello di chiedere l'istituzione di una "Giornata della memoria del genocidio dei popoli indigeni" e di chiedere allo Stato italiano la ratifica della convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni e tribali, adottata nel 1989 dall´Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un'agenzia delle Nazioni Unite, http://www.survival.it/.
La Convenzione riconosce ai popoli indigeni un insieme di diritti fondamentali, essenziali alla loro sopravvivenza, tra cui i diritti sulle terre ancestrali e il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro. Attualmente, la Convenzione costituisce l´unico strumento legislativo internazionale di protezione dei diritti dei popoli indigeni. Ratificandola, gli stati si impegnano a garantire in modo efficace l´integrità fisica e spirituale dei popoli indigeni e a lottare contro ogni forma di> discriminazione nei loro confronti.
Nella giornata di sabato si sono tenuti seminari sul tema del genocidio di questi popoli, con la visione nel pomeriggio dello struggente documentario di Kevin Annett "Unrepentant: the Canada's genocide", che potete vedere in versione integrale sul sito http://www.hiddenfromhistory.org/ (tenetevi forte).
In serata al Teatro Valle di Roma uno spettacolo congiunto di Tlahkuilo Arreola Zuniga e di Apirana Taylor ha traslato queste tematiche in rappresentazioni artistiche attraverso danze, musica, pittura e poesia, con le voci di cinque attori italiani che hanno partecipato alla performance. La maggior parte del secondo atto è stato dedicato al genocidio ruandese.
La domenica mattina è stata la volta della testimonianza commovente di Francisco Vera Millaquen sulla recente escalation di violenza e repressione nei confronti del popolo mapuche in Cile (nonostante i proclami democratici del governo socialista) e quella della nostra Francoise sul Rwanda. Le loro parole hanno toccato tutti nel profondo del cuore. Da questo doppio week-end, (che diventerà triplo, visto che sabato e domenica prossima 17-18 ottobre Zura Kurahimbi e Jacqueline Mukansonera saranno premiate dalla Città di Padova con il riconoscimento del "Giardino dei giusti del mondo", (http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=13091), emerge chiaramente la dimensione universale e "trasversale" a cui deve necessariamente fare riferimento il nostro attivismo e il nostro impegno per la pace. E' soltanto nello spirito di un'appartenenza ad un movimento ampio quanto tutta l'umanità oppressa, sfruttata e vittima dei genocidi e nel consapevole riconoscimento di questa appartenenza che la nostra campagna per il Nobel al Rwanda potrà trovare la forza e l'energia giusta, come direbbero i nostri amici nativi, per essere portata a compimento.
Presidente Peace Culture!
Un primo commento dunque lo debbo a tutti voi proprio riguardo i due scorsi week-end in cui, prima ad Urbino e poi a Roma, ho partecipato a degli eventi in cui il protagonista - come per la nostra campagna per il Rwanda - era la pace, (ad altre latitudini di questo nostro stesso pianeta e con altri protagonisti della nostra stessa umanità).
Ad Urbino nel week-end del 3-4 ottobre la conferenza "Dalla parte dell'impossibile" ha visto la partecipazione del nostro amico Lance Henson, poeta cheyenne e attivista per i diritti umani, di Kendall Black Elk, danzatore crow, di Tlahkuilo Arreola Zuniga, artista yaqui e azteco, del prof. Luigi Alfieri docente ordinario dell'Università di Urbino e infine del sottoscritto. Abbiamo parlato della filosofia, ma anche e soprattutto dell'attivismo politico, delle rivendicazioni e delle tragiche situazioni contemporanee dei popoli cosiddetti indigeni (o nativi) del mondo, minoranze sempre più a rischio di ulteriore genocidio fisico e culturale ad opera di quella macchina di sfruttamento e di oppressione che è l'attuale sistema economico e politico mondiale.
A Roma, presso la "Città dell'Altra Economia" nel quartiere Testaccio, nel week-end del 10-11 ottobre si è svolta la manifestazione intitolata "Eventi nativi" alla quale hanno partecipato la nostra Francoise Kankindi, presidentessa di Bene-Rwanda, Tlahkuilo Arreola Zuniga, Apirana Taylor, artista maori e attivista dei diritti civili del suo popolo, Francisco Vera Millaquen, portavoce della comunità degli indios mapuche del Cile, Kevin Annett, ex pastore della Chiesa Unita Canadese che ha denunciato il genocidio dei bambini nativi americani nelle famigerate boarding schools (o residential schools) del Canada.
Lo scopo ufficiale della manifestazione (giunta alla sua seconda edizione dopo quella di Genova dell'anno scorso) è quello di chiedere l'istituzione di una "Giornata della memoria del genocidio dei popoli indigeni" e di chiedere allo Stato italiano la ratifica della convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni e tribali, adottata nel 1989 dall´Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un'agenzia delle Nazioni Unite, http://www.survival.it/.
La Convenzione riconosce ai popoli indigeni un insieme di diritti fondamentali, essenziali alla loro sopravvivenza, tra cui i diritti sulle terre ancestrali e il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro. Attualmente, la Convenzione costituisce l´unico strumento legislativo internazionale di protezione dei diritti dei popoli indigeni. Ratificandola, gli stati si impegnano a garantire in modo efficace l´integrità fisica e spirituale dei popoli indigeni e a lottare contro ogni forma di> discriminazione nei loro confronti.
Nella giornata di sabato si sono tenuti seminari sul tema del genocidio di questi popoli, con la visione nel pomeriggio dello struggente documentario di Kevin Annett "Unrepentant: the Canada's genocide", che potete vedere in versione integrale sul sito http://www.hiddenfromhistory.org/ (tenetevi forte).
In serata al Teatro Valle di Roma uno spettacolo congiunto di Tlahkuilo Arreola Zuniga e di Apirana Taylor ha traslato queste tematiche in rappresentazioni artistiche attraverso danze, musica, pittura e poesia, con le voci di cinque attori italiani che hanno partecipato alla performance. La maggior parte del secondo atto è stato dedicato al genocidio ruandese.
La domenica mattina è stata la volta della testimonianza commovente di Francisco Vera Millaquen sulla recente escalation di violenza e repressione nei confronti del popolo mapuche in Cile (nonostante i proclami democratici del governo socialista) e quella della nostra Francoise sul Rwanda. Le loro parole hanno toccato tutti nel profondo del cuore. Da questo doppio week-end, (che diventerà triplo, visto che sabato e domenica prossima 17-18 ottobre Zura Kurahimbi e Jacqueline Mukansonera saranno premiate dalla Città di Padova con il riconoscimento del "Giardino dei giusti del mondo", (http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=13091), emerge chiaramente la dimensione universale e "trasversale" a cui deve necessariamente fare riferimento il nostro attivismo e il nostro impegno per la pace. E' soltanto nello spirito di un'appartenenza ad un movimento ampio quanto tutta l'umanità oppressa, sfruttata e vittima dei genocidi e nel consapevole riconoscimento di questa appartenenza che la nostra campagna per il Nobel al Rwanda potrà trovare la forza e l'energia giusta, come direbbero i nostri amici nativi, per essere portata a compimento.
sabato 3 ottobre 2009
2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS
Cari amici,
Questo è un invito ad aderire e sostenere il Nobel per la Pace 2010 ai GIUSTI del RWANDA. Nel 1994, è stato commesso un genocidio contro i tutsi in Rwanda. Mentre tanti hanno "obbedito agli ordini" e preso parte alle uccisioni, altri hanno disobbedito e salvato vite. Tra essi, ricordiamo il capitano Mbaye Diagne del Senegal, che ha salvato centinaia di vite ed è stato ucciso ad un posto di blocco; Marc Vaiter francese, che si rifiutò di essere evacuato e protesse orfani, poi morì nel 1995; la volontaria italiana Antonia Locatelli, uccisa nel 1992, mentre denunciava apertamente l'organizzazione del genocidio.
Ma alcuni sono ancora vivi: Zura Karuhimbi, una donna hutu che oggi ha 84 anni e ha salvato più di 100 persone nel 1994, il console italiano Pierantonio Costa, che ha evacuato gli stranieri per poi tornare in Rwanda a salvare oltre 2.000 vite e Yolande Mukagasana, la cui famiglia è stata massacrata, e che è stata salvata da, e poi ha salvato, la donna hutu Mukansonera Jacqueline, e quindi ha dedicato la sua vita a difendere la memoria del genocidio.
Stiamo allestendo un gruppo di volontari per sostenere la candidatura di Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa al Nobel per la Pace 2010 AI GIUSTI del RWANDA. Il significato di questa iniziativa è quello di "Dare una possibilità alla Pace", mostrando che tutti noi abbiamo una possibilità di scelta, poichè persino in caso di genocidio, ogni essere umano può scegliere di salvare invece che di uccidere. Vogliamo opporre la "banalità del bene" alla "banalità del male". Questo principio deve essere proclamato mondialmente. Inoltre vogliamo il riconoscimento universale, una volta per tutte, del genocidio che ha avuto luogo in Rwanda, contro il negazionismo, il revisionismo e il giustificazionismo del genocidio.
ENGLISH
Dear all,
This is an invitation to join and support the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS.In 1994, genocide took place against the Tutsis in Rwanda. While so many "obeyed to orders" and took part in the killings, some disobeyed and saved lives. Amongst them, we remember Captain Mbaye Diagne of Senegal, who saved hundreds of lives and was killed at a roadblock; Marc Vaiter of France, who refused to be evacuated and protected orphans, then died in 1995; an Italian volunteer Antonia Locatelli, who was killed in 1992 as she spoke out to denounce the organization of the genocide. But some are still alive: Zura Karuhimbi, an old Hutu lady who is today 84 and saved over 100 people in 1994; the Italian consul Pierantonio Costa, who evacuated the foreigners then came back to Rwanda to save over 2.000 lives; and Yolande Mukagasana, whose family was slaughtered, and who was saved by, and then saved, the Hutu lady Jacqueline Mukansonera, and then dedicated her life to upholding the memory of the genocide. We are setting up a group of volunteers to support the candidacy of Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa and Yolande Mukagasana to the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS. The meaning of this initiative is to "give peace a chance" by showing that all of us have a choice, as even in the event of a genocide, every human being can choose to save and not to kill. We wish to oppose the "banality of good" to the "banality of evil". This must be proclaimed at the global level. Also, we wish that universal recognition be given once and for all to the genocide that took place in Rwanda, against genocide denial, revisionism and justification.
FRANCAIS
Chers Tous
Ceci est une invitation à rejoindre et soutenir l´initiative PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA.En 1994, un génocide fut commis contre les Tutsis du Rwanda. Alors que tellement de monde « obéissait aux ordres » et prenait part aux massacres, certains désobéirent et sauvèrent des vies. Parmi eux, nous nous souvenons du capitaine sénégalais Mbaye Diagne, qui sauva de centaines de vies et fut tué à une barrière; du français Marc Vaiter, qui refusa l´évacuation et protégea ses orphelins, et qui mourut en 1995; et la bonne-soeur italienne Antonia Locatelli, qui fut tuée en 1992 pour avoir voulu dénoncer la préparation du génocide.Mais certains sont toujours parmi nous, comme Zura Karuhimbi, une vieille dame hutu qui a aujourd´hui 84 ans et sauva plus de 100 personnes en 1994 ; le consul Italien Pierantonio Costa qui, après avoir aidé à évacuer les étrangers, retourna au Rwanda et sauva plus de 2.000 vies ; et Yolande Mukagasana, dont la famille fut exterminée, et qui fut sauvée, et sauva, la dame Hutu Jacqueline Mukansonera, puis consacra sa vie à la mémoire et à la diffusion de la connaissance sur le génocide.Nous sommes en train d´établir un groupe de volontaires pour soutenir la candidature de Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa et Yolande Mukagasana pour le PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA. Le sens de cette initiative est de « donner une chance à la paix » en montrant que nous tous avons le choix, puisque même dans le cadre d´un génocide, tout être humain peut choisir de sauver plutôt que de tuer. Nous voulons opposer « la banalité du bien » à la « banalité du mal ». Ceci doit être proclamé au niveau global. En outré, nous souhaitons que soit reconnu universellement, une fois pour toutes, qu´un génocide a eu lieu au Rwanda, contre le négationnisme, le révisionnisme et le justificationnisme.
Questo è un invito ad aderire e sostenere il Nobel per la Pace 2010 ai GIUSTI del RWANDA. Nel 1994, è stato commesso un genocidio contro i tutsi in Rwanda. Mentre tanti hanno "obbedito agli ordini" e preso parte alle uccisioni, altri hanno disobbedito e salvato vite. Tra essi, ricordiamo il capitano Mbaye Diagne del Senegal, che ha salvato centinaia di vite ed è stato ucciso ad un posto di blocco; Marc Vaiter francese, che si rifiutò di essere evacuato e protesse orfani, poi morì nel 1995; la volontaria italiana Antonia Locatelli, uccisa nel 1992, mentre denunciava apertamente l'organizzazione del genocidio.
Ma alcuni sono ancora vivi: Zura Karuhimbi, una donna hutu che oggi ha 84 anni e ha salvato più di 100 persone nel 1994, il console italiano Pierantonio Costa, che ha evacuato gli stranieri per poi tornare in Rwanda a salvare oltre 2.000 vite e Yolande Mukagasana, la cui famiglia è stata massacrata, e che è stata salvata da, e poi ha salvato, la donna hutu Mukansonera Jacqueline, e quindi ha dedicato la sua vita a difendere la memoria del genocidio.
Stiamo allestendo un gruppo di volontari per sostenere la candidatura di Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa al Nobel per la Pace 2010 AI GIUSTI del RWANDA. Il significato di questa iniziativa è quello di "Dare una possibilità alla Pace", mostrando che tutti noi abbiamo una possibilità di scelta, poichè persino in caso di genocidio, ogni essere umano può scegliere di salvare invece che di uccidere. Vogliamo opporre la "banalità del bene" alla "banalità del male". Questo principio deve essere proclamato mondialmente. Inoltre vogliamo il riconoscimento universale, una volta per tutte, del genocidio che ha avuto luogo in Rwanda, contro il negazionismo, il revisionismo e il giustificazionismo del genocidio.
ENGLISH
Dear all,
This is an invitation to join and support the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS.In 1994, genocide took place against the Tutsis in Rwanda. While so many "obeyed to orders" and took part in the killings, some disobeyed and saved lives. Amongst them, we remember Captain Mbaye Diagne of Senegal, who saved hundreds of lives and was killed at a roadblock; Marc Vaiter of France, who refused to be evacuated and protected orphans, then died in 1995; an Italian volunteer Antonia Locatelli, who was killed in 1992 as she spoke out to denounce the organization of the genocide. But some are still alive: Zura Karuhimbi, an old Hutu lady who is today 84 and saved over 100 people in 1994; the Italian consul Pierantonio Costa, who evacuated the foreigners then came back to Rwanda to save over 2.000 lives; and Yolande Mukagasana, whose family was slaughtered, and who was saved by, and then saved, the Hutu lady Jacqueline Mukansonera, and then dedicated her life to upholding the memory of the genocide. We are setting up a group of volunteers to support the candidacy of Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa and Yolande Mukagasana to the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS. The meaning of this initiative is to "give peace a chance" by showing that all of us have a choice, as even in the event of a genocide, every human being can choose to save and not to kill. We wish to oppose the "banality of good" to the "banality of evil". This must be proclaimed at the global level. Also, we wish that universal recognition be given once and for all to the genocide that took place in Rwanda, against genocide denial, revisionism and justification.
FRANCAIS
Chers Tous
Ceci est une invitation à rejoindre et soutenir l´initiative PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA.En 1994, un génocide fut commis contre les Tutsis du Rwanda. Alors que tellement de monde « obéissait aux ordres » et prenait part aux massacres, certains désobéirent et sauvèrent des vies. Parmi eux, nous nous souvenons du capitaine sénégalais Mbaye Diagne, qui sauva de centaines de vies et fut tué à une barrière; du français Marc Vaiter, qui refusa l´évacuation et protégea ses orphelins, et qui mourut en 1995; et la bonne-soeur italienne Antonia Locatelli, qui fut tuée en 1992 pour avoir voulu dénoncer la préparation du génocide.Mais certains sont toujours parmi nous, comme Zura Karuhimbi, une vieille dame hutu qui a aujourd´hui 84 ans et sauva plus de 100 personnes en 1994 ; le consul Italien Pierantonio Costa qui, après avoir aidé à évacuer les étrangers, retourna au Rwanda et sauva plus de 2.000 vies ; et Yolande Mukagasana, dont la famille fut exterminée, et qui fut sauvée, et sauva, la dame Hutu Jacqueline Mukansonera, puis consacra sa vie à la mémoire et à la diffusion de la connaissance sur le génocide.Nous sommes en train d´établir un groupe de volontaires pour soutenir la candidature de Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa et Yolande Mukagasana pour le PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA. Le sens de cette initiative est de « donner une chance à la paix » en montrant que nous tous avons le choix, puisque même dans le cadre d´un génocide, tout être humain peut choisir de sauver plutôt que de tuer. Nous voulons opposer « la banalité du bien » à la « banalité du mal ». Ceci doit être proclamé au niveau global. En outré, nous souhaitons que soit reconnu universellement, une fois pour toutes, qu´un génocide a eu lieu au Rwanda, contre le négationnisme, le révisionnisme et le justificationnisme.
2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS
Cari amici,
Questo è un invito ad aderire e sostenere il Nobel per la Pace 2010 ai GIUSTI del RWANDA. Nel 1994, è stato commesso un genocidio contro i tutsi in Rwanda. Mentre tanti hanno "obbedito agli ordini" e preso parte alle uccisioni, altri hanno disobbedito e salvato vite. Tra essi, ricordiamo il capitano Mbaye Diagne del Senegal, che ha salvato centinaia di vite ed è stato ucciso ad un posto di blocco; Marc Vaiter francese, che si rifiutò di essere evacuato e protesse orfani, poi morì nel 1995; la volontaria italiana Antonia Locatelli, uccisa nel 1992, mentre denunciava apertamente l'organizzazione del genocidio.
Ma alcuni sono ancora vivi: Zura Karuhimbi, una donna hutu che oggi ha 84 anni e ha salvato più di 100 persone nel 1994, il console italiano Pierantonio Costa, che ha evacuato gli stranieri per poi tornare in Rwanda a salvare oltre 2.000 vite e Yolande Mukagasana, la cui famiglia è stata massacrata, e che è stata salvata da, e poi ha salvato, la donna hutu Mukansonera Jacqueline, e quindi ha dedicato la sua vita a difendere la memoria del genocidio.
Stiamo allestendo un gruppo di volontari per sostenere la candidatura di Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa al Nobel per la Pace 2010 AI GIUSTI del RWANDA. Il significato di questa iniziativa è quello di "Dare una possibilità alla Pace", mostrando che tutti noi abbiamo una possibilità di scelta, poichè persino in caso di genocidio, ogni essere umano può scegliere di salvare invece che di uccidere. Vogliamo opporre la "banalità del bene" alla "banalità del male". Questo principio deve essere proclamato mondialmente. Inoltre vogliamo il riconoscimento universale, una volta per tutte, del genocidio che ha avuto luogo in Rwanda, contro il negazionismo, il revisionismo e il giustificazionismo del genocidio.
ENGLISH
Dear all,
This is an invitation to join and support the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS.In 1994, genocide took place against the Tutsis in Rwanda. While so many "obeyed to orders" and took part in the killings, some disobeyed and saved lives. Amongst them, we remember Captain Mbaye Diagne of Senegal, who saved hundreds of lives and was killed at a roadblock; Marc Vaiter of France, who refused to be evacuated and protected orphans, then died in 1995; an Italian volunteer Antonia Locatelli, who was killed in 1992 as she spoke out to denounce the organization of the genocide. But some are still alive: Zura Karuhimbi, an old Hutu lady who is today 84 and saved over 100 people in 1994; the Italian consul Pierantonio Costa, who evacuated the foreigners then came back to Rwanda to save over 2.000 lives; and Yolande Mukagasana, whose family was slaughtered, and who was saved by, and then saved, the Hutu lady Jacqueline Mukansonera, and then dedicated her life to upholding the memory of the genocide. We are setting up a group of volunteers to support the candidacy of Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa and Yolande Mukagasana to the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS. The meaning of this initiative is to "give peace a chance" by showing that all of us have a choice, as even in the event of a genocide, every human being can choose to save and not to kill. We wish to oppose the "banality of good" to the "banality of evil". This must be proclaimed at the global level. Also, we wish that universal recognition be given once and for all to the genocide that took place in Rwanda, against genocide denial, revisionism and justification.
FRANCAIS
Chers Tous
Ceci est une invitation à rejoindre et soutenir l´initiative PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA.En 1994, un génocide fut commis contre les Tutsis du Rwanda. Alors que tellement de monde « obéissait aux ordres » et prenait part aux massacres, certains désobéirent et sauvèrent des vies. Parmi eux, nous nous souvenons du capitaine sénégalais Mbaye Diagne, qui sauva de centaines de vies et fut tué à une barrière; du français Marc Vaiter, qui refusa l´évacuation et protégea ses orphelins, et qui mourut en 1995; et la bonne-soeur italienne Antonia Locatelli, qui fut tuée en 1992 pour avoir voulu dénoncer la préparation du génocide.Mais certains sont toujours parmi nous, comme Zura Karuhimbi, une vieille dame hutu qui a aujourd´hui 84 ans et sauva plus de 100 personnes en 1994 ; le consul Italien Pierantonio Costa qui, après avoir aidé à évacuer les étrangers, retourna au Rwanda et sauva plus de 2.000 vies ; et Yolande Mukagasana, dont la famille fut exterminée, et qui fut sauvée, et sauva, la dame Hutu Jacqueline Mukansonera, puis consacra sa vie à la mémoire et à la diffusion de la connaissance sur le génocide.Nous sommes en train d´établir un groupe de volontaires pour soutenir la candidature de Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa et Yolande Mukagasana pour le PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA. Le sens de cette initiative est de « donner une chance à la paix » en montrant que nous tous avons le choix, puisque même dans le cadre d´un génocide, tout être humain peut choisir de sauver plutôt que de tuer. Nous voulons opposer « la banalité du bien » à la « banalité du mal ». Ceci doit être proclamé au niveau global. En outré, nous souhaitons que soit reconnu universellement, une fois pour toutes, qu´un génocide a eu lieu au Rwanda, contre le négationnisme, le révisionnisme et le justificationnisme.
Questo è un invito ad aderire e sostenere il Nobel per la Pace 2010 ai GIUSTI del RWANDA. Nel 1994, è stato commesso un genocidio contro i tutsi in Rwanda. Mentre tanti hanno "obbedito agli ordini" e preso parte alle uccisioni, altri hanno disobbedito e salvato vite. Tra essi, ricordiamo il capitano Mbaye Diagne del Senegal, che ha salvato centinaia di vite ed è stato ucciso ad un posto di blocco; Marc Vaiter francese, che si rifiutò di essere evacuato e protesse orfani, poi morì nel 1995; la volontaria italiana Antonia Locatelli, uccisa nel 1992, mentre denunciava apertamente l'organizzazione del genocidio.
Ma alcuni sono ancora vivi: Zura Karuhimbi, una donna hutu che oggi ha 84 anni e ha salvato più di 100 persone nel 1994, il console italiano Pierantonio Costa, che ha evacuato gli stranieri per poi tornare in Rwanda a salvare oltre 2.000 vite e Yolande Mukagasana, la cui famiglia è stata massacrata, e che è stata salvata da, e poi ha salvato, la donna hutu Mukansonera Jacqueline, e quindi ha dedicato la sua vita a difendere la memoria del genocidio.
Stiamo allestendo un gruppo di volontari per sostenere la candidatura di Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa al Nobel per la Pace 2010 AI GIUSTI del RWANDA. Il significato di questa iniziativa è quello di "Dare una possibilità alla Pace", mostrando che tutti noi abbiamo una possibilità di scelta, poichè persino in caso di genocidio, ogni essere umano può scegliere di salvare invece che di uccidere. Vogliamo opporre la "banalità del bene" alla "banalità del male". Questo principio deve essere proclamato mondialmente. Inoltre vogliamo il riconoscimento universale, una volta per tutte, del genocidio che ha avuto luogo in Rwanda, contro il negazionismo, il revisionismo e il giustificazionismo del genocidio.
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Dear all,
This is an invitation to join and support the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS.In 1994, genocide took place against the Tutsis in Rwanda. While so many "obeyed to orders" and took part in the killings, some disobeyed and saved lives. Amongst them, we remember Captain Mbaye Diagne of Senegal, who saved hundreds of lives and was killed at a roadblock; Marc Vaiter of France, who refused to be evacuated and protected orphans, then died in 1995; an Italian volunteer Antonia Locatelli, who was killed in 1992 as she spoke out to denounce the organization of the genocide. But some are still alive: Zura Karuhimbi, an old Hutu lady who is today 84 and saved over 100 people in 1994; the Italian consul Pierantonio Costa, who evacuated the foreigners then came back to Rwanda to save over 2.000 lives; and Yolande Mukagasana, whose family was slaughtered, and who was saved by, and then saved, the Hutu lady Jacqueline Mukansonera, and then dedicated her life to upholding the memory of the genocide. We are setting up a group of volunteers to support the candidacy of Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa and Yolande Mukagasana to the 2010 NOBEL PEACE PRIZE TO RWANDA'S RIGHTEOUS. The meaning of this initiative is to "give peace a chance" by showing that all of us have a choice, as even in the event of a genocide, every human being can choose to save and not to kill. We wish to oppose the "banality of good" to the "banality of evil". This must be proclaimed at the global level. Also, we wish that universal recognition be given once and for all to the genocide that took place in Rwanda, against genocide denial, revisionism and justification.
FRANCAIS
Chers Tous
Ceci est une invitation à rejoindre et soutenir l´initiative PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA.En 1994, un génocide fut commis contre les Tutsis du Rwanda. Alors que tellement de monde « obéissait aux ordres » et prenait part aux massacres, certains désobéirent et sauvèrent des vies. Parmi eux, nous nous souvenons du capitaine sénégalais Mbaye Diagne, qui sauva de centaines de vies et fut tué à une barrière; du français Marc Vaiter, qui refusa l´évacuation et protégea ses orphelins, et qui mourut en 1995; et la bonne-soeur italienne Antonia Locatelli, qui fut tuée en 1992 pour avoir voulu dénoncer la préparation du génocide.Mais certains sont toujours parmi nous, comme Zura Karuhimbi, une vieille dame hutu qui a aujourd´hui 84 ans et sauva plus de 100 personnes en 1994 ; le consul Italien Pierantonio Costa qui, après avoir aidé à évacuer les étrangers, retourna au Rwanda et sauva plus de 2.000 vies ; et Yolande Mukagasana, dont la famille fut exterminée, et qui fut sauvée, et sauva, la dame Hutu Jacqueline Mukansonera, puis consacra sa vie à la mémoire et à la diffusion de la connaissance sur le génocide.Nous sommes en train d´établir un groupe de volontaires pour soutenir la candidature de Zura Karuhimbi, Pierantonio Costa et Yolande Mukagasana pour le PRIX NOBEL DE LA PAIX 2010 AUX JUSTES DU RWANDA. Le sens de cette initiative est de « donner une chance à la paix » en montrant que nous tous avons le choix, puisque même dans le cadre d´un génocide, tout être humain peut choisir de sauver plutôt que de tuer. Nous voulons opposer « la banalité du bien » à la « banalité du mal ». Ceci doit être proclamé au niveau global. En outré, nous souhaitons que soit reconnu universellement, une fois pour toutes, qu´un génocide a eu lieu au Rwanda, contre le négationnisme, le révisionnisme et le justificationnisme.
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